copia di salvatggio

Sono originario di un villaggio che è quasi una città.
Mio padre era un catechista traduttore della zona di Tambacounda

Io Sono stato ordinato nel 2004, poi ho avuto la fortuna di girare nella zona frontaliera con il Mali, la Guinea e nella profondità del Senegale.

Ho girato per i villaggi dove ho vissuto dal 2005 al 2012

In particolare Kedougou nella zona periferica del paese

È tutta un regione molto vasta che dista 300 km dalla città dove mi trovavo come sacerdote prete, sono ca 22 villaggi

Il natale si  celebra sino a gennaio girando un confratello per tutta la zona

Anche se ogni sacerdote ha il suo settore viviamo sempre insieme e si fa una settore per ogni settimana tornando a casa ogni weekend

Li non ci sono cristiani battezzati e noi  andiamo a trovare le persone che sono anche di altre religioni.

Però c’è una presenza con più umanintà ed siamo noi che dobbiamo portare un segno di amore e che umanizziamo un po’ la popolazione.

In tutto il villaggio c’è sempre  un momento dove  si sta insieme e noi non facevamo solo la evangelizzazione del battesimo, siamo lì per aiutare in tutto e tutti.

Ad esempio l’unica automobile  è la mia quando arrivo in un villaggio, che era una macchina vecchia, ma serviva a portare un malato a sino a 50 km per trovare un ospedale e poi rimaneva disponbili in qualsiasi ora.

Non vado solo per celebrare la Santa Messa, ma la evangelizzazione è anche quella di essere disponibile.

Gesù disse “Io faccio di voi pescatore di uomini”  e questo mi ha fatto ricordare quei 9 anni in quei villaggi dove noi eravamo lì a “pescare”: “pescare  una persona per ritrovare un fratello e creare una famiglia

Importante è imparare anche noi a riconoscere in quelle persone dei fratelli e creare insieme a loro una famiglia

La nostra formazione come sacerdoti è spesso molto teologia e di diritto canonico, ma se tu crei un villaggio, non pensi al diritto ma ai problemi da risolvere e occorrono molti corsi per rendere la gente capace di vivere , per avere a disposizione il necessario per vivere.

Quando andiamo in quei villaggi dobbiamo solo imparare a vivere, a partecipare alla vita di un gruppo umano ad accettare ad amare anche quelli.

E io ho imparato molto:

Nel 2005 ero in un villaggio dove non c’erano persone battezzate, ma ci aspettavano volentieri e ci accoglievano: questo mi ha fatto crescere.

Il capo villaggio e l’imam volevano che ci incontrassimo noi tre: ogni giorno il capovilaggio veniva piano piano con il suo bastone a salutarmi alla missione come pure l’imam e   ci mettevamo lì  a parlare del villaggio. Questo mi ha fatto vedere che sono persone anche se poverissime che non hanno niente, ma che mi hanno arricchito di qualcosa che non avevo mai conosciuto.

Perche’ quella apertura, quell’amore, quel senso dell’altro: sentire il bisogno dell’altro perchè l’altro è un dono per te: l’ho imparato li!

Quando vado in quei villaggi,  andavo a cercare l’acqua e tutte le volte che andavamo i bambini venivano sempre con me per aiutarmi, venivano e aiutavano, magari non avevano niente, magari davano una mano per un servizio e non ci pagavano, però quel senso dell’altro, della nostra presenza e l’aiuto che lui l’imam che andava a caccia e ogni volta che uccideva un animale lo divideva sempre in due e mi portavo una parte: un gramde senso di accoglienza.

Mi rimano ogni volta una ricchezza umana, un fondo umano che se uno si ferma impara molto.

Io cosa ho capito:  Cristo non sono andato a prenderlo in macchina per portarlo lì in quel villaggio: L’ho trovato li.

Non erano cristiano non erano battezzati, non lo conoscevano neanche, ma io Cristo l’ho trovato li: Lui mi ha preceduto come quella stella dei magi che precedeva: Lui era li!

Loro per la religione ti dicono chiaramente: noi siamo già nella nostra religione: crediamo in questo, pero possiamo vivere insieme usandoci a vicenda

La mia missione è la mia presenza in mezzo a loro e quella è la presenza di evangelizzazione!

EVANGELIZZAZIONE è UNA PRESENZA

Una presenza sensibile “Gesù ebbe compassione” perché Lui guardava e quei gesti della esperienza di Gesù indicano che lui era interessato al bene dell’uomo.

Il missionario è innanzitutto una persona presente ….., non è quello della talare .
Nei villaggio quando vengono a cercare il prete e mi vedono si chiedono è Lui?

Non tutti abbiamo avuto la stessa lettura della realta

Il mio babbo ci ha mandato tutti a scuola ed era molto duro con noi: con la scuola non potevamo tirarci indietro.

Negli anni 80 erano pochi che studiavano: nei villaggi non c’erala scuola, nel 2007 la gente non vi ci portava i bambini: era molto resistente alla presenza occidentale

Anche per “pescare gli uomini”  occorre renderli partecipi della crescita anche per la religione.
Bisogna lavorare sulla sua capacita, capire

Nel 2008 ero direttore della scuola e non è stato facile perché mi ritenevano contro le tradizoni perché insistevo sulla formazione scolastica

Cosa significa essere contro la scolarizzazione occidentale?
La tradizione era di non andare a scuola, le femmine non ci devono andare perché devono fare famiglia, i ragazzi hanno paura della modernità , dello spirito del modernismo che magari separa figli dai genitori, perchè gli danno dei modi di pensare che distruggerebbe la cultura tradizionale. Loro hanno paura per conservare la cultura tradizionale.

Mentreandare a scuola è rischioso , perché  se va a scuola lui capisce, riflette con i bianchi, vedono quando veniamo noi i missionari che abbiamo  un atteggiamento diverso: noi ci crediamo in quelle cose lì… dicevano i vecchi: La scuola era un pericolo perché cambia la mentalità  dei bambini .

C’è un bellezza, profondità culturale , organizzazione della società con un sacco di meccanismi organizzativi, e hanno la felicità dell’insieme, della comunità. Hanno un cultura bella e ricca molto ricca su altri valori

C’è un’altra organizzazione e ci sono anche i meccanismi educativi per far entrare i bambini attraverso la iniziazione  tradizionale. Magari con il battesimo tradizionale che fa entrare il ragazzo a entrare nella società con tutti i requisiti che lo fa uscire dal suo anonimato sociale per farlo diventare un uomo che si può sposare e avere responsabilità.

Ogni 6 anni si passa ad un’altra classe e quel gruppo di sei anni aveva delle prerogative che sono specifiche per quella età.

Diffile anche fra noi missionari, infatti non tutti capiscono: se un missionario non ha capito che non porta in macchina Cristo, allora quando arriva si apre alla realtà ed è lui che è portato a incontrare Cristo in quel popolo non il contrario.

Io ho fatto esperienza di persone che io oso chiamare santi , che non hanno avuto alcun contatto con Cristo ma che hanno un cuore capace di amare  e si sono dati da fare per il bene delle loro conmunità.

La parte negativa è la  chiusura che parte dalla paura di perdere chi sono e quello che fanno come sono organizzati. E’ una paura che rende anche un pò violenti. Se uno ha paura cerca una soluzione e la paura è per questo motivo.

Ma come integrarlo

 

Dopo che sono arrivato io nel 2005 ad andare a fare la missione e la celebrazione nei villaggi si portava da mangiare pe una settimana, un pò di riso ad esempio perchè nei villaggi mangiano quello che c’è

Un altro esemprio nei villaggi non c’erano sedie e nemmeno tavoli, la mia impostazione è di non portare niente : io chiedo loro dove si siedono  e se si siedono per terra mettendo un tronco d’albero io seguo loro.

Per quello che ti dico che Cristo tu non lo porti, cosi non porto sedie e tavoli

Devono venire loro a incontrarlo: allora lo vai a trovare dove c’e’ il popolo

E se arrivi li Tu impari proprio a scoprire Cristo attraverso loro

Vedere il cristo nel volto di chi non conosce Cristo è questa la profondità del mistero della incarnazione

 

Cosa è la verità per loro? È quella che fa star bene: Ma non è materiale il loro benessere

Il benessere è la tranquillità DEL SENTIRSI NON SOLI: Nessuno si sente solo

Quando ti vedono tu puoi vivere in mezzo a loro, incontrarsi in mezzo a loro, e fai anche e parli anche di Cristo in mezzo a loro.

Nel momento in cui tu hai capito che sono delle persone ed essendo in mezzo a loro, hai trasmesso, hai condiviso una testimonianza di un voler bene che richiedi poi

Se vedono in te che considera loro come persone che rispetta quello che loro sono allora sono felici e contenti, la tua presenza gli porta felicita: La tua presenza gli basta

Anche se non gli porti il pane: La povertà è essere soli, non è non avere da mangiare

Uno che viene da fuori vede che sono poveri secondo la nostra idea di povertà mentre la loro povertà è quando non hanno nessuno, quando solo sono fuori dal contesto.

Ad esempio ci sono gli stregoni che sono persone che hanno una intelligenza o una percezione diversa e vengono messo fuori dalla comunità.

Perché  vedono al di là del reale: Quindi si può mettere in comunicazione con l’invisibile e la comunità  non lo accetta e lui è costretto ad abitare fuori: Lo stregone è quindi il più  povero che soffre la esclusione sociale.

 

La organizzazione è fenomenale

Una notte mentre dormivo sento un tam tam e uno che ad alta voce dice la notizia (ad esempio uno che è morta una persona)

Loro fanno feste…come fanno organizzarsi

C’è una grandissima comunicazione per organizzarsi

 

L’evangelizzazione

Quanti ne evangelizzi o cristianizzi ?

Beati anche quelli che vi danno solo un bicchiere!

Non andavo direttamente a battezzare

Esempio una volta sono stato mandato in una parrocchia a battezzare, fatto tre anni di catechismo: hanno poi battezzato 25 persone . Dopo tre anni sono tornati tutti alle loro religioni e nessuno più  praticava

Dico io Sono stati occidentalizzati e non cristianizzati!

Venivano a fare catechismo per mangiare e non perchè credevano.

La evangelizzazione è anche stare in mezzi ai mussulamni condividendo con amore il bene dell’altro che io parlando cerco per lo loro….questa è evangelizzazione.

 

Qquando arriva il momento di celebrare si porta questo amore

Vengono tutti , qualche battezzato o il catechista, tutta la esperienza vissuta  prima del celebrare la eucarestia si vive il memento e si evangelizza

la celebrazione : quel senso del valore umano che loro hanno, quel vedere in loro persone che come noi possono interagire e che poi insieme viviamo per portare tutto all’altare.

Questo è il cammino che ci porta a Cristo: non solo a conoscerlo ma anche a celebrarlo

Ma non solo celebrare Cristo, ma incontrarlo in loro, vivere in mezzo a loro, e poi celebrarlo-

 

La evangelizzazione  ha come fulcro la celebrazion ema parte dal resto magari aiutato dai catechisti:

noi viviamo , condividiamo e abbiamo bisogno della esperienza di fare incontro

 

il rito è uguale cattolico romano

ma molto vivente molto di festa e vissuto

con gioia dell’africano

ma di cosa gioiscono?….quando magari poi devono fare i chilometri per andare a prendersi un bicchiere d’acqua…

invece sono lì che celebrano con una festa incredibile

 

Cosa vado a celebrare nella eucarestia? vado a celebrare il vissuto!

 

La celebrazione può durare anche 1 o due ore  e anche le omelie non hanno un limite, è un momento forte, è una festa perché tutto il momento vissuto prima della celebrazione ha dimostrato che noi siamo fratelli e quindi ci vogliamo bene

L’unico modo che aiuta il missionario a interpretare bene il vangelo è stare insieme a loro

Se tu sei con loro sai chi sono e come sono organizzati allora sai cosa può dire quella parola alla loro vita nel loro contesto cosa dice Cristo loro. e sono i momenti forti: l’omelia è la evangelizzazione, lì hai la parola che gli spiega perché gli vuoi bene, loro ti ascoltano perchè si fidano: celebriamo questo incontro con noi  che è l’incontro con Cristo.

 

Il missionario non si può fare se non conosci la loro cultura, perché  conosci motivi della loro cultura.

Se non ti interessi non potrai mai spiegare il parallelismo:

dalla solitudine si passa alla solidarietà

 

Questa cultura non fa mai morire la loro voglia di stare insieme e fare fraternità e come il missionario si infila  con rispetto non tanto con la parola umiltà  ma con una capacita di scendere e di andare incontro a Cristo senza pensare che ce l’ho solo io

Venire col cuore attraverso un gesto

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